Gli Edifici
 
La Chiesa di San Francesco
 
   Secondo lo storico francescano irlandese Luca Wadding (Tomo IX, p.243-244), il convento di S. Francesco fu fondato dal Frate Pierio, il quale lo costruì ”… in Custodia vallis Coenobium Amacheae, sive Amantheae, urbis maritimae, diocesis Tropejae, … intra civitate mpropearcem.”
Padre Francesco Russo (Castrovillari, 28 febbraio 1908 - Roma, 28 agosto 1991) 
sostiene, invece, che il convento venne costruito ex novo dal Beato Pietro Cathin, discepolo di S. Francesco, e dal suo confratello Pejero (Pierio, o Beato Pirro da Crotone) nel periodo che va dal 1221 (arrivo dei primi Francescani in Calabria) e il 1264, anno della morte di Pietro Cathin. Gli storici locali, pur attribuendo la fondazione ai due Padri Francescani, sostengono che essi restaurarono l‘antica Chiesa di S.Basilio e l’annesso cenobio, trasformandolo in cenobio francescano. Il preesistente edificio religioso di S.Basilio era la dimora di monaci greci insediati ad Amantea dopo la cacciata degli Arabi da parte dei Bizantini, avvenuta nel 1031-32 e, come avvenne poi nei secoli successivi per la chiesa di S.Francesco, era luogo di sepoltura della nobiltà locale.

La vita del complesso monastico si protrasse, con alterne vicende, fino a quando, prima con il  terremoto del 1638, poi dopo l’assedio del 1806-7, che Amantea subì da parte dei Francesi, il manufatto subì danni  tali da renderlo inagibile. Fu poi definitivamente chiuso per effetto della soppressione napoleonica dell’Ordine dei Minimi Conventuali, del 7 agosto 1809, diventando proprietà del Regio Demanio. Nel 1813 parte del complesso fu venduta dal Demanio a Pietro Perciavalle, cittadino di Amantea. Nel corso del XIX sec. venne utilizzato come lazzaretto a causa delle frequenti epidemie che colpirono l’intero Sud d’Italia. Ormai gravemente danneggiato, si avviò verso un inesorabile processo di abbandono e progressiva rovina.



 
La Torre di Guardia

   Nel XII secolo, per volere della dinastia angioina, il perimetro fortificato della cittadella militare di Amantea si arricchisce dell’isolata torre circolare che domina il quartiere Catocastro: la Torre di Guardia o della Civita.
Ubicata a nord-ovest, rispetto al castello, e a circa 150m dal livello del mare, presenta le caratteristiche tipiche delle torri costiere: pianta circolare, beccatelli, scala ricavata nello spessore della muratura.
Nella struttura è possibile riconoscere una caditoia utilizzata per far cadere sul nemico sia liquidi infiammabili o bollenti, sia materiali solidi come laterizi o pietre, e tracce di mensole di coronamento, che un tempo dovevano sorreggere l’archeggiatura, 
 
il parapetto a sbalzo e le caditoie per il fiancheggiamento verticale, non più presenti per il crollo della copertura.
Oggi i solai di copertura e quelli intermedi sono crollati, così come parte della muratura superiore esterna, anche se rimane qualcosa dell’elevato con le mensole. Si sono conservati alcuni elementi interni, come la pavimentazione e la scala che conduceva ai piani alti.



 
Il Castello
 
  
Il Castello, situato sulla sommità della rocca, a controllo della viabilità terrestre, fluviale e marittima del territorio, presenta una pianta irregolare, con quattro torri angolari. I lati sud ed est sono a strapiombo sulle pareti della collina, quelli nord e ovest sono circondati, lungo il perimetro della cinta muraria, da un fossato difensivo di cui restano alcune tracce, insieme ad un ponte in muratura, un tempo forse levatoio.
Il mastio e le torri angolari quadrate, secondo studi recenti, risalgono alla costruzione di età normanna, realizzata sui resti delle fortificazioni bizantine, mentre di epoca angioina sono la torre d’angolo ovale a nord-ovest, il ponte levatoio e le merlature. Nelle fonti antiche è menzionata  la data dell’inserimento nella muratura della torre dello stemma signorile della casa D’Angiò, il 1304, a dimostrazione del carattere non solo difensivo, ma forse residenziale o di rappresentanza della struttura.
Con gli Aragonesi, infine, si assiste ad un cambiamento radicale del castello per favorire le innovazioni delle tecniche belliche. Sono aggiunti alcuni bassi fabbricati, cortine e torrioni, vengono consolidate le murature, costruiti baluardi, ampliate le aperture nelle mura per l’artiglieria e rinforzata la cinta cittadina con l’inserimento di bastioni. Del sistema difensivo restano poche tracce. In un’antica pianta del ‘700 si distingue un vasto cortile sul quale si affacciano numerosi  vani, un tempo destinati agli alloggi del castellano e degli ufficiali, il Corpo di Guardia, l’armeria, il magazzino per le polveri. Inoltre, si distinguono tre cisterne e una strada che portava all’antica torre circolare, la cui posizione garantiva un collegamento visivo con il castello e assicurava il controllo dell’accesso all’area fortificata.
Nonostante lo stato di conservazione sia molto deteriorato, è possibile ancora oggi distinguere, fra arbusti ed erbe infestanti, alcuni resti di murature, due torri rettangolari a nord-est e a sud-ovest, la torre semiovoidale a nord-ovest e il bastione cinquecentesco a sud.